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La creazione nasce sempre in un posto speciale.
Ogni fucina ha i suoi segreti, le sue alchimie, le sue magiche ampolle, gli alambicchi, la
miriade dei tanti piccoli oggetti - ma non solo – c’è soprattutto la personalità dell’abitatore
trasfusa in tutti gli ambienti, negli oggetti, nel modo di riassettarli; nella peculiarità di certi
arredi.
E questo microcosmo, più inavvertito, più apparentemente di contorno ed allo stesso
tempo non squisitamente funzionale alla creazione è, invece, il concepimento della
creazione stessa.
E’ l’ispirazione.
L’idea nasce dall’aria che si respira; dai condizionamenti inconsci di un ambiente sempre
diverso; dal cuscino stropicciato di un letto o dal variopinto disordine degli oggetti in un
dato momento. Dal senso di serenità o di inquietudine, di protezione, di squallore, di magie
di un ingresso, di un talamo disfatto, di uno scorcio di luce filtrata tra le tende.
Dove l’uomo lavora, legge, dorme, gioisce o viene sorpreso dall’improvvisa nostalgia di un
amore finito, risiede la sua seconda pelle.
Dove l’uomo fa tutte queste cose ci è egli stesso, autentico, denudato del buon vestito
della domenica e di ogni linguaggio di circostanza.
Mario Ferrante - Pittore |