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“fatti non foste a viver come bruti “io quello infinito silenzio a questa voce vo comparando” “E ad un tratto il ricordo m’è apparso” |
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Arte, oggi nella poetica degli artisti contemporanei, non è soltanto ricerca estetica ma il “luogo” dove si fa esperienza di comunicazione: “il godimento estetico diventa conoscenza e azione”. Il luogo dell’arte è uno spazio simbolico, carico di significati stratificati, compressi, con molteplici livelli di lettura i quali non necessariamente sono legati da un percorso logico, ma possono essere anche in conflitto tra loro. Insomma nel simbolo, può avvenire anche l’unione degli opposti. Palazzo Paolo V è vissuto dalla generazione precedente a questa, come il luogo dei ricordi legati alle tappe fondamentali della loro vita, proprio per le funzioni che il Palazzo assolveva come sede degli uffici del Comune di Benevento. Palazzo Paolo V è il luogo simbolo dell’identità civica di Benevento. È arduo analizzare il valore simbolico di un "oggetto". Il simbolo è tale perché coagula in sé una molteplicità di significati tali che ognuna delle persone, nella propria singolarità e diversità può identificarsi, trovar posto in esso. Questo è il valore e il potere del simbolo: la ricapitolazione delle diversità nell'unità di un'immagine, o meglio, nel caso di palazzo Paolo V, di un luogo. Unità nel rispetto delle diversità: ci si accorge come nel piccolo Benevento vive e si ripropone di risolvere, con il recupero della propria memoria storica e con il confronto con culture “altre”, problematiche che coinvolgono la società tutta. Restare vigili e critici nei confronti di una realtà come quella che stiamo vivendo, è difficile, ma ciò non ci esime dalla responsabilità a farlo. Ancora più difficile sarebbe affrontare le problematiche contemporanee da soli: è necessaria la collaborazione di tutti coloro che sentono tale responsabilità. È per questo che il Comune ed il PRUSST "Calidone" di Benevento hanno interpellato alcuni artisti di fama internazionale che da un lato esaminano e aiutano a capire come il Palazzo sia il fulcro della vita sociale e politica cittadina, centro verso cui converge tutto il territorio e da cui si diparte; forza centripeta e centrifuga; come un cuore che pulsa. Dall'altro gli artisti coinvolti hanno dato il loro apporto critico e umanistico, all'analisi delle problematiche che ci coinvolgono. Umanistico, cioè con la fiducia nell'uomo, delle sue capacità di rinascita. Dunque, da quanto detto, non c’è posto più adatto di Palazzo Paolo V per fare un discorso legato al valore della memoria: dove “luogo” simbolo della città e “luogo” in cui si fa arte coincidono pienamente. E a Palazzo Paolo V prosegue l’incessante attività del comune di Benevento a favore della cultura, della comunicazione, dell’educazione, della formazione. In continuità tematica con quanto già esposto in mostra, nell’antica sede civica di Benevento, si svolgeranno una serie di eventi legati al mondo della musica , del teatro, delle performance. La chiave di lettura che strutturerà l’intera serie di manifestazioni, che si svolgeranno a Palazzo Paolo V tutti i giovedì e domeniche a cominciare dal 18 maggio fino al 2 luglio 2006, sarà quella del confronto/dialogo della nostra cultura con quella nazionale e internazionale. Il territorio, l’ambiente, la città, l’uomo e la sua dimensione sociale, psicologica, il rapporto con la propria “memoria”, personale e storica: questi i temi affrontati dagli otto artisti invitati ad esporre le loro opere in occasione della riapertura di Palazzo Paolo V. “Memoria” e territorio. “Memoria” non come nostalgia di un tempo passato, ma come recupero di valori legati al territorio beneventano, alle sue tradizioni, alla sua storia. Ciò che un tempo era considerato un handicap, la cosiddetta “arretratezza” del Sud, in realtà va considerato un valore aggiunto: Benevento e il suo territorio hanno conservato delle isole incontaminate e, in più, a misura d’uomo, conoscendo le quali si riconosce l’identità del luogo e dei suoi abitanti. La coscienza si forma attraverso la memoria e l’identità attraverso la coscienza: recuperare la memoria quindi, è acquisire identità, che è coscienza di sé, dell’essere uomo. Dunque recuperare e custodire la propria memoria, la propria tradizione, significa edificare la propria identità. La storia di Benevento è stata sannita, romana, longobarda, pontificia e poi italiana, durante tutta la sua storia non ha mai perso la sua caratteristica di essere un punto, di snodo e di transito, importante e strategico. Benevento non ha mai subìto passivamente le culture che venivano da fuori ma le ha sempre rielaborate, creandone di nuove. Così è stato, ad esempio, durante il periodo longobardo, quando Benevento organizzò uno “stile” precipuo che interessò la pittura, la scultura, l’architettura, l’oreficeria, la scrittura, il canto. Inoltre i longobardi, come tutti nel medioevo, hanno subito un fascino particolare dalla cultura classica e l’hanno conservata, secondo la propria concezione, come ancora oggi si percepisce passeggiando per il centro storico di Benevento. Dunque “territorio” e “mondo classico” sono proprio i temi affrontati dalla mostra a Palazzo Paolo V. “Questa mostra non si propone di documentare la successione degli avvenimenti storici, ma di mostrare i rapporti che il mondo classico ha permesso di ridurre in forma sintetica a un unico denominatore comune nell’intera area mediterranea: la personificazione multiforme di un'unica figura comune, la dea madre. Essa non è soltanto dea o madre, ma incarna la ricerca dell’origine delle cose, le domande dell’essere, la ricerca di una sacra conversazione con la saggezza dell’universalità, della ritualità, la consapevolezza di essere scacciati dal nostro nido e di essere catturati di nuovo in una struttura millenaria (o senza tempo). Durante tutta la Storia, tanto l’Oriente quanto l’Occidente, oltre ai loro vincoli con un periodo storico concreto, hanno ricevuto degli impulsi chiave dalla cultura classica. Fu attraverso al-Andalus (711-1571), erede del mondo paleo-mediterraneo e classico, che la cultura classica si è conservata e ha incontrato la sua influenza diretta nella modernità, nel Rinascimento in Occidente. Il sud d’Italia è uno dei protagonisti culturali, nel senso più ampio, del bacino del mediterraneo e allo stesso tempo uno dei più autentici e vergini in Occidente, per essere oggetto di una ricerca in profondità sulla memoria del mondo classico.” Benevento in passato è stato un ponte, diacronico e sincronico, tra culture diverse, un ponte sul Mediterraneo. È questa la caratteristica di Benevento che si vuole mettere in evidenza e far emergere alla luce del tempo di oggi, alle coscienze dei beneventani. E Palazzo Paolo V si presta allo scopo. Con questa iniziativa, il Palazzo, ora, diventa luogo di incontro, di dialogo, di scambio; insomma esso stesso incarna, simbolicamente, un ponte tra la cultura del territorio beneventano e le culture “altre” mediterranee. Palazzo Paolo V diventa, in questo modo, culmine e fonte di cultura |