Corrado Sfogli “la chitarra nella tradizione popolare”
È ancora musica a Palazzo Paolo V.
Giovedì 22 giugno 2006, a partire dalle ore 21.30, si esibirà Corrado Sfogli: “La chitarra nella tradizione popolare”.
E musica all’insegna dell’arte e della cultura. Una cultura intesa come conoscenza della realtà, perché si possa agire attivamente, esercitare su di essa il nostro spirito critico, una volta in-formati.
Solo grazie alla conoscenza l’individuo può esprimere la propria essenza, in libertà. Conoscenza e libertà, sono gli attributi precipui della manifestazione più autentica dell’uomo: l’amore.
Amore per la vita nella sua pienezza: è anche questo, ciò che vogliono comunicare gli artisti con le opere esposte nella collettiva dal titolo alla luce del tempo, presentata qui a Benevento, nel luogo simbolo dell’identità civica.
E pienezza della vita è: equilibrio tra l’uomo e il suo ambiente, natura e storia.
Un equilibrio già raggiunto dal mondo classico, tale da farlo ritenere, dal medioevo in poi, un’età mitica.
Il mondo classico è un modello da imitare solo e soltanto se poniamo l’accento su “equilibrio” nel senso suddetto. Di un “equilibrio” non statico si tratta, bensì in continuo divenire, nella dialettica ininterrotta tra uomo, natura, spazio e tempo.
Per questo, in ultima analisi, il mito-simbolo per eccellenza del mondo classico che ancora ci rappresenta, è l’uomo “viaggiatore” il quale manifesta la propria creatività, mettendola a frutto nel percorso della vita.
Creatività, arte, musica.
Corrado Sfogli è l’interprete di un genere musicale definibile come “popolare-colto”, termine che potrebbe sembrare un ossimòro, ma non c’è definizione più adatta per spiegare il risultato di una ricerca sull’autenticità della canzone popolare napoletana. La musica popolare napoletana è il risultato di stratificazioni diverse, tante quante sono state le culture che si sono affacciate ed avvicendate nel Mediterraneo, di modo che, ascoltandola, possiamo ripercorrere e ricostruire una parte della nostra memoria.
Ma il lavoro di questo artista non consiste soltanto in una ricostruzione storica: egli su questa base innesta nuove sonorità di diverse culture di oggi, proprio secondo lo stesso spirito che ha permesso la formazione della tradizione.
Corrado Sfogli è uno dei rappresentanti della musica intesa quale testimonianza, l’unica e diretta, della visione del mondo di una parte della nostra civiltà, quella popolare, altrimenti ignota.
Corrado Sfogli è nato a Napoli dove ha iniziato lo studio della chitarra con il M° Eduardo Caliendo, diplomandosi presso il Conservatorio "Domenico Cimarosa" di Avellino con il massimo dei voti e la lode. Ha partecipato come allievo effettivo ai corsi di perfezionamento in chitarra con il M° Alirio Diaz tenuti a Firenze ed Alessandria.
Ha partecipato inoltre ai corsi internazionali di perfezionamento tenuti a Berlino dai maestri J. Cardoso, V. Serranito e V. Mikulka.
In questi ultimi ha ottenuto contemporaneamente tre borse di studio. Ha collaborato con varie orchestre tra le quali quella dei "Cameristi Italiani" e quella del Teatro S.Carlo di Napoli.
Oltre all'attività concertistica associa anche quella di compositore, è infatti autore delle musiche di scena dello spettacolo teatrale "La Celestina" per la regia di P.Griffi, in collaborazione con il M° C.Columbro delle musiche dello spettacolo "La Perla Reale", ed è l'autore delle musiche del film inglese "Another time, another place" per la regia di Michael Redford premiato dalla critica a Cannes e a Taormina.
Ha un contratto editoriale con le edizioni Haas di Berlino con le quali ha pubblicato brani originali per chitarra in tutta Europa e recensiti in maniera lusinghiera da varie riviste compresa la prestigiosa rivista inglese "Classical Guitar". E' chitarrista e direttore musicale del gruppo "La Nuova Compagnia di Canto Popolare". Ha suonato con il suo gruppo per le più importanti organizzazioni mondiali quali: Festival di Berlino, Accademia di S.Cecilia, Riverside Studio's di Londra, Festival di Charleston, Helsinki, Singapore, Adelaide, Schwetzingen, Monaco, Caracas, Tokyo, Opera House di Sydney, Festival di Sanremo, Festival di Recanati con 99 Posse.
Ha suonato come solista, in duo, in formazioni da camera e sinfoniche per varie organizzazioni italiane e straniere quali: Gitarren Festival T.Yamashita, Theatre de la Ville di Digione, Villeneuve, Istituto di cultura di Stoccarda, di Innsbruck, Livorno, Messina, Vicenza etc...
E' stato membro di giurie di concorsi internazionali quali quello internazionale "A.Napolitano" di Capri.
E' stato insegnante presso la scuola di perfezionamento musicale "Musicisti Associati" di Napoli insieme a nomi prestigiosi quali Billy Cobham, Rino Zurzolo ed altri.
Ha partecipato, insieme ad Andrea Braido, alla tourneé di Angelo Branduardi dal titolo "Camminando Camminando", suonando in diversi teatri italiani ed esteri.
Ha al suo attivo 11 Lp tra i quali: 11 mesi e 29 giorni, La Gatta Cenerentola, La Cantata dei Pastori, Aggio Girato lu Munno, Nuova Compagnia di Canto Popolare, Pesce d''o Mare, tutti per la EMI; Storie di Fantanasia, per la Panarecord e "Medina", "Tzigari", "Incanto Acustico" per la CGD. Ha collaborato nel 1984 con Pino Daniele nel doppio live "Live Sciò". Per l'etichetta "Ricercare" di Firenze che si occupa esclusivamente di chitarra (fra i suoi artisti Oscar Ghiglia, Paolo Paolini e Flavio Cucchi) ha inciso un disco dal titolo "La chitarra nella tradizione popolare" eseguendo brani di Brouwer, Ayala, Cardoso, recensito su varie riviste specializzate. Ha insegnato chitarra nei conservatori "G.da Venosa" di Potenza e "L.Refice" di Frosinone.
INTERVISTA A CORRADO SFOGLI
di Luigi Farina
40 anni di musica accompagnato dalla cucina italiana.
Palermo 22 Agosto 2003 ore 18.30 - Mi trovo a Villa Trabia dove la N.C.C.P. è appena arrivata per provare. Vengo accolto con molta simpatia dal gruppo e Corrado Sfogli si fa portavoce del gruppo e accetta di essere intervistato, continuando ad arpeggiare dolcemente con la sua chitarra, quasi per inserire una colonna sonora all'intervista, "assistito" allegramente da Pasquale Ziccardi, il bassista del gruppo, che ogni tanto aggiunge qualche battuta, sopratutto quando si parla di vino, dimostrandosi un ottimo intenditore.
Da quando è nata, più di 30 anni fa, la Nuova Compagnia di Canto Popolare, ha continuato, nonostante i diversi avvicendamenti di formazione, a portare in giro per il mondo con successo la cultura napoletana, qual'è il segreto di questo successo?
Ovviamente un gruppo che dura trent'anni deve avere un segreto dietro, qualche cosa di diverso. La Compagnia in trent'anni è stato un gruppo che non si è mai fermata alle cose che ha fatto, ma è andata sempre avanti, ha esplorato nuovi sentieri, quasi come un corpo che ha bisogno di nuovo sangue, di linfa vitale diversa, se il sangue si ferma il corpo muore. Noi abbiamo sempre esplorato queste strade diverse, abbiamo fatto degli esperimenti particolari, abbiamo contaminato la nostra musica, non nel senso che si pensa quasi sempre di lasciare qualcosa di impuro, di radioattivo, ma nel senso di andare a scoprire altre musiche, al Mediterraneo, che è stato agli inizi degli anni '90 il nostro punto di riferimento, oggi se ne parla dappertutto, noi siamo stati forse i primi che abbiamo capito che appartenevamo ad una razza, ad un gruppo di persone che avevamo tante cose in comune, storie in comune, musiche in comune, miti in comune. Quindi abbiamo usato anche le loro musiche nelle nostre canzoni, come agli inizi degli anni '90 che siamo andati a Sanremo con un brano che aveva sicuramente delle influenze spagnole, d'altra parte Napoli nei secoli ha avuto tutte le dominazioni possibili e immaginabili, e di conseguenza è una città di per se stessa piena di elementi diversi ed è per questo che è particolare. Quindi la Compagnia in questi tempi ha seguito un percorso particolare e non si è mai fermata in questo percorso, è sempre un gruppo in movimento. Il concerto che sentirete stasera a Palermo per il Teatrodelsole Festival, è senz'altro un concerto diverso di quello che potevi sentire 3 anni fa, o 5 anni fa, o 6 anni fa, è questo sviluppo evolutivo che è la bellezza della Compagnia, anche nel reinterpretare i brani e di eseguirli con nuove sonorità. L'ultima volta che siamo stati a Palermo è stato qualche anno fa su Monte Pellegrino e chi ci riascolterà oggi noterà la differenza, poi è molto bella questa atmosfera di Villa Trabia, con questo palco immerso in questi alberi bellissimi, che sono un po' come noi, che continuano a resistere, ma continuano a rilasciare il profumo dei loro fiori nello stesso modo di come facevano un centinaio di anni fa.
Voi portate in giro la cultura napoletana in tutto il mondo, ma cosa vi portate dietro della cultura gastronomica della vostra terra?
Noi siamo un gruppo che abbiamo girato il mondo in lungo e in largo, non penso non ci siano stati posti in cui non siamo stati, mancava l'Islanda, ma la facciamo a Maggio. Noi siamo un gruppo che quando andiamo in giro, a differenza di tanti altri italiani, che quando vanno all'estero cercano i ristoranti italiani, ci piace assaggiare tutto quello che ci offre il posto, perchè penso sia importante per capire la cultura del posto, le tradizioni diverse dalle nostre, e devi entrarci in pieno, e si deve fare anche cercando di capire quello che mangiano, anche perchè ognuno di noi alla fine è l'espressione di quello che mangia.
Devo dire che qualche volta troviamo degli usi non molto vicini ai nostri, che ci lasciano un po' perplessi, come per esempio in Giappone che usano cibarsi di pesce crudo, cosa che cozza con le nostre abitudini, da noi per esempio si dice: "carne cruda, pesce cotto". Spesso in posti dove la cucina è proprio fuori dai nostri canoni, preferiamo avvicinarci alla cucina cinese, che qualche volta ci salva, per esempio a Londra non riuscivamo a trovare nulla di interessante, era tutto molto orrendo, e siamo andati in un ristorante cinese, anche se Pasquale, il nostro bassista, non è molto d'accordo, lui preferisce per esempio la cucina greca. E' ovvio che il Mediterraneo è la zona del mondo che ha la più splendida e bella cucina del mondo, Grecia, Marocco, Tunisia, Algeria, Spagna, Francia, è una cucina diversa, le spezie gli odori che abbiamo noi nel Mediterraneo sono unici, e poi sono quelli che rendono prezioso un cibo.
E che rapporto avete con il vino?
Io sono uno che non beve molto vino, ma ama il buon vino, poi noi napoletani abbiamo dei prodotti che sono eccelsi, degli ottimi vini, quà c'è Pasquale che può confermare, che so il Fiano di Avellino, che è uno dei migliori bianchi che ci sono in giro, ci sono pure delle piccole cantine che fanno degli ottimi vini, come il Regina Sofia, un bianco veramente ottimo. Poi nel mediterraneo ci sono delle perle come il Passito di Pantelleria di Salvo Murano, che è il migliore in assoluto, l'unico che viene ancora preparato tenendo l'uva a macerare sulle rocce, con la preparazione all'antica. Come vedi oltre che di musica siamo ferrati anche in eno-gastronomia.
Adesso ritorniamo alla vostra musica, cosa ci porterà il futuro della Nuova Compagnia?
Te l'ho detto, la Compagnia è un gruppo in viaggio, ci porta alla scoperta di altre terre, come facevano una volta i vecchi navigatori, andiamo avanti, continuiamo a veleggiare su questa barca, con il vento a favore, ed incontri tante altre storie da raccontare. Il futuro della Compagnia penso sia ancora denso di storia e di musica.
E come dischi, visto che l'ultimo risale al 2001, ne avete in preparazione qualcuno di nuovo?
il nostro ultimo CD, la voce del grano, non è proprio così vecchio, lo abbiamo fatto a fine 2001 e si è cominciato a vendere all'inizio del 2002, per cui è un'anno è mezzo che è in vendita. Vedi noi facciamo i dischi quando ne sentiamo l'esigenza, non siamo comandati da case discografiche o da interessi economici, anche se oggi nella discografia non esistono più interessi economici. Noi facciamo il disco quando reputiamo di avere qualcosa di interessante da dire e da lasciare sul CD. Il prossimo disco lo potremmo fare fra 3 mesi come fra 3 anni, non ci interessa più di tanto.
ingrazio la Nuova Compagnia per la disponibilità e l'allegria con cui mi hanno accolto e li saluto, dando loro appuntamento per il concerto della sera, che seguirò con molto interesse