Monumenti

Museo del Sannio

 

Fondato nel 1873 dal Consiglio Provinciale di Benevento, il Museo del Sannio raccoglie un ricco patrimonio storico ed archeologico prevalentemente di area beneventana .


Dopo una prima sistemazione nel 1892 nella trecentesca Rocca dei Rettori Pontifici - sede della Sezione Storica, dove oggi vengono presentate periodicamente mostre di cimeli e documentazioni della storia locale di ogni epoca, il Museo del Sannio ha acquisito negli anni una seconda sede monumentale: l'Abbazia benedettina di Santa Sofia, con la Chiesa di età longobarda eretta da Arechi principe di Benevento, ora sala numero uno del Museo e l'annesso Chiostro Romanico del XII secolo.


Riconosciuto con Decreto Ministeriale 15 settembre 1965 "Museo Grande", il Museo del Sannio è organizzato in quattro Dipartimenti e due centri di ricerche.
L'ordinamento museografico in corso di revisione privilegia un criterio tematico.


Testimonianze della cultura preromana nel Sannio antico si confrontano con quelle di area greca e magno - greca del V e IV secolo a.C., alternate a sculture greche o copie romane di statuaria greca. Tra questi la Danzatrice da originale greco del V secolo a.C.; il Diskoforos, copia romana in basalto verde del capolavoro di Policleto; l'Athena, copia risalente ad un originale prassitelico.

 

Reperti di una vasta necropoli sannitica provengono da " Caudium ed includono tra l'altro ceramiche greche e figure che risalgono fino all'VIII secolo a.C., opera di maestri attici e di Magna Grecia.


Il complesso di arredi dei santuari egiziani di Benevento costituisce a sua volta un "unicum", è il nucleo di sculture egizie più cospicuo per quantità e qualità rinvenuto fuori dell'Egitto.


Si tratta di sacerdoti, sfingi, falchi, divinità obelischi, leoni, frammenti architettonici e personaggi imperiali, fra cui spicca la statua di Domiziano in veste egizia. Interessante una recentissima ipotesi di Elio Galasso secondo la quale, con l'arrivo del Cristianesimo, la dea Iside demonizzata e rimpiazzata dalla figura della Vergine - che presentava le stesse caratteristiche iconografiche di "mater lactans" divenne "strega". 

 

Di qui l'origine della leggenda delle streghe di Benevento, che dal Medioevo ad oggi continua ad ispirare arti figurative, letteratura e musica. Importanti reperti della necropoli longobarda di Benevento del VI - VII secolo, armi, utensili, vasellame, monili ed elementi di abbigliamento confluirono nel 1927 nel Museo, che conserva anche monete d'oro della zecca longobarda con le immagini dei duchi e dei principi. Nel Dipartimento di Arte sono presenti opere di Donato Piperno, pittore raffaellesco attivo in Benevento nel 500 e di artisti di area napoletana . 

 

Tra i tanti Achille Vianelli ( 1803 - 1894 ) vicino alla scuola di Posillipo che ha lasciato delicate immagini della Benevento ottocentesca, in parte distrutta da bombardamenti del 1943. Da segnalare, di Giuseppe Bezzuoli (1784 - 1855), "il ritrovamento del corpo di Manfredi tre giorni dopo la battaglia di Benevento del 1266", spettacolare scena che domina l'Auditorium dell'Istituto, sede di continue attività culturali, e le opere di notevoli artisti italiani del 900, tra cui un bassorilievo di Pericle Fazzini raffigurante la danza delle streghe sotto il noce di Benevento.